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Un appuntamento ormai quasi “storico” al Giardino degli Allori per la degustazione proposta dalla signora Gabriella e dal suo staff.

Come ogni mese, lo chef ci ha sorpreso con i suoi piatti ispirati alle tradizioni gastronomiche mediterranee, reinterpretati secondo l’estro della cucina del ristorante. Ogni creazione nasce dalla conoscenza del territorio e dei suoi prodotti, dalle materie prime di qualità scelte ogni giorno fra i banchi dei mercati locali.

 

Protagonisti della serata gli ortaggi di inizio estate, come la melanzana, che come molti di voi non sanno, ha la proprietà di assorbire molto bene i grassi alimentari, tra cui l’olio, consentendo la preparazione di piatti molto ricchi e saporiti, e il pomodoro l’imperatore degli orti mondiali che originario dell’America del Sud, ormai è un ortaggio conosciuto e utilizzato in tantissimi paesi e particolarmente apprezzato per le sue proprietà salutari; il tutto accompagnato dal vino rosso della cantina Foraci, prodotto con uve Nero d’Avola e Syrah coltivate nel territorio di Mazara del Vallo. Dal colore rosso rubino con nuance violacee, ha un profumo ricco in aromi di frutti rossi maturi che vanno dalla fragola al mirtillo e un sapore pieno, vellutato e gradevolmente tannico. Si abbina a formaggi stagionati, piatti a base di carne. Da tre generazioni la famiglia Foraci si dedica alla viticoltura ad alla valorizzazione dei vitigni autoctoni siciliani, alla passione si è aggiunta l’esperienza, all’esperienza la tecnologia, per dare agli estimatori dei vini siciliani grandi certezze da assaporare.

 

In una serata meravigliosa che ha avuto come scenario l’incantevole giardino del ristorante, come da tradizione il professor Castrizio ha dilettato i commensali con i suoi racconti dal sapore antico, raccontando in primis il primo computer della storia: il Meccanismo di Anticitera, scoperto all’inizio del Novecento ma inventato dai greci 2100 anni fa.

Quando fu costruito, 2.100 anni fa, il Meccanismo di Anticitera era un complesso strumento rotante con un funzionamento simile a quello di un orologio, con almeno trenta ingranaggi di bronzo dotati di migliaia di piccoli denti che si incastravano l’uno con l’altro. La macchina era azionata da una sola manovella ed elaborava modelli estremamente precisi sul passaggio del tempo e sui movimenti dei corpi celesti; aveva quadranti che calcolavano i giorni di almeno tre calendari diversi, e un altro che poteva essere usato per calcolare le date delle OIimpiadi; il quadrante anteriore conteneva al suo interno lancette che ruotando rappresentavano le stelle e i pianeti e indicavano la loro posizione rispetto alla Terra; un piccolo modello colorato della Luna, infine, ruotava intorno a un asse lungo e sottile, colorandosi di bianco e di nero per imitare le fasi di Luna crescente e calante.

 

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